Ciao sono sroedner
Vedi il mio profilo


Tag

Ultimi commenti

Nuovi post

Diffondi i contenuti

Aggiungi al mio Dada

Aggiungi al mio Dada

Condividi i contenuti

De.licio.us

Attualita' ed eternita' del Canzoniere

di sroedner (10/05/2006 - 22:41)

Voi ch’ascoltate in rime sparse il suono
di quei sospiri ond’io nudriva ‘l core
in su ‘l mio primo giovenile errore,
quand’era in parte altr’uom da quel ch’i sono:
del vario stile in ch’io piango e ragiono,
fra le vane speranze e ‘l van dolore,
ove sia chi per prova intenda amore,
spero trovar pietà, non che perdono.
Ma ben veggio or sì come al popol tutto
favola fui gran tempo, onde sovente
di me medesmo meco mi vergogno;
e del mio vaneggiar vergogna è ‘l frutto
e ‘l pentèrsi, e ‘l conoscer chiaramente
che quanto piace al mondo è breve sogno.

Nel bellissimo sonetto proemiale del Conzoniere Petrarca esprime con grande chiarezza lo stato d'animo dell'innamorato, perennemente diviso tra speranza e dolore, inconsapevole e forse indifferente al fatto di essere ormai sulla bocca di tutti, esposto al ridicolo e alla maldicenza. La vergogna e il pentimento coesistono in lui col sentimento, del quale non riesce a disfarsi pur comprendendone la vanita' e l'errore. Petrarca e' un grande esperto della fenomenologia dell'amore, che a volte lo porta a cercare la solitudine ("Solo e pensoso...), a volte a ringraziare Dio per avergli fatta incontrare la donna amata. Nella sua lingua cosi' musicale e semplice Petrarca riesce a far intendere la magia dell'amore...la bionda Laura  seduta in riva al fiume Sorga e' per me un'immagine nitidissima, a differenza di Beatrice, che rimane una donna senza corpo. Chi e' strato innamorato non puo' non amare il Canzoniere.

 

Vota questo post


Commenta:




(Inserisci qui l'indirizzo del tuo blog o del tuo sito personale)

Scrivi le cifre che leggi nel box

(In questo modo si prevengono gli invii automatici)